venerdì 14 marzo 2014

la firma di Mattia





 


Sono stato incaricato dalla mia Pro Loco per decorare un muro alla Casetta di Parco Mattia con un lavoro celebrativo di Mattia Giurelli. Mattia Giurelli è il porchianese anarchico che ci ha donato il Parco ma sopra tutto, è quello che ci ha insegnato a lavorare insieme per il piacere della comunità. Sono molto onorato dell'incarico, per almeno 3 motivi.


1°. Per la fiducia dimostrata e me stesso, che sono un immigrato Prochianese da appena 7 anni, non ricco o importante ma povero e artista.
2°. Per l'onore affidatomi di celebrare Mattia Giurelli, che non ebbi la fortuna di conoscere da vivo ma che stimo ed venero egualmente come un vecchio zio carissimo. Da assoluto dilettante, già raccolsi e misi in rete le "Storie di Mattia", così quali sono narrate alla buona in Porchiano... suscitando e lo spregio e lo sdegno di certi storici professionali. Misi anche in rete la sua "Libreria Libertaria", cioè tutte le istruttive e curiose copertine dei libri di Mattia. Quei libri che oggi si riducono in muffa... facciamone qualcosa (io ci sto). Mi ero inventato pure una rassegna di artisti e non artisti nel Parco, intitolata ArteMattia, con lo Stato dell'Arte a Porchiano del Monte (SDAP). Ho messo pure in rete un po' di video, girati alla buona su celebrazioni, come "Il brindisi a Mattia""MG an italian anarchist".
3° mio punto di onore: il muro decorato per Mattia non sta in chiesa, in palazzo o in museo ma è invece pertinente ad un'umile cucina, sebbene tutta nuova e che si inaugura il Primo Maggio prossimo, proprio laddove il popolo cucina per il popolo festante... scusate la retorica. Ciò mi onora sommamente come artista, perché "Quando ogni arte dà lume più fioco / risplende nobile l'arte del cuoco. (Daniel Spoerri)" e quando "Giulio Cesare conquistò le Gallie / chi cucinò la cena della vittoria?" (Bertholt Brecht).


Ma come celebrare Mattia sopra quel muro? Come artista o tessitore ho una certa esperienza di firme: ho tessuto molti arazzi o tappeti ingrandendo gli autografi più celebri: da Rembrandt a Napoleone. Così ho cercato una firma di Mattia, per riprodurla in grande sul muro alla Casetta. Ho cercato e ricercato ma ho trovato un suo autografo soltanto nel libro di Romildo. E' un tesserino di Pompiere Volontario in Difesa Antiaerea. Lì vi si attesta che Giurelli è maschio, alto 5 piedi e mezzo, pesa 130 libbre, occhi azzurri e capelli castani... che però non si firma Mattia, qui si firma invece "Matthew" all'americana. Ripetiamo che Mattia è stato un'emigrante, così come proprio oggi, lo sarebbero altrettanti disgraziati e che noi, Italiani di oggi o diciamo Europei, potremmo disprezzare o magari sospettare di delitti abominevoli. Per lo meno stentiamo a chiamarli con il loro nome proprio: troppo strano e impronunziabile ci pare questo nome. E così fu per Mattia, che si firmava Matthew, per darsi un più normale nome americano.


Tornando al mio lavoro, ho ingrandito al computer quella firma di Mattia (Matthew) e l'ho incollata al muro della Casetta. Poi ci ho colorato intorno coi pastelli industriali, che sarebbero una specie di gessetti. Alla fine, ho staccato dal muro la maschera della scrittura. L'effetto che risulta è quasi di un graffito con le bombolette spray. Però questo effetto è ottenuto con velocità bassissima di esecuzione: ciascun segno è la taccia di un gesto, così come si dovrebbe fare e guardare. Tutta la firma è formalmente autentica, eccetto quel puntino sulla i che sta in fondo a Giurelli, che mi sono permesso di trasformarlo nella A cerchiata, che è simbolo dell'Anarchia... tanto per mettere i puntini sulle i.

Sempre a mettere i puntini sulle i, c'è un'antica canzone che canta. "Anarchia non vuol dire bombe / ma giustizia nella libertà". L' idea anarchica propugna la solidarietà tra oppressi e sfruttati però pone l'individuo al di sopra di qualsiasi interesse o ragione collettiva: di famiglia o di classe, di patria o religione... e  al di sopra di ogni interesse o ragione economica. Molto prima di Mattia anche Gaetano Bresci, regicida nobilissimo, ritornava in Italia da Paterson, la città considerata "capitale mondiale dell'Anarchia". Come ha vissuto tutta quella gente? Si legga in rete il racconto biografico di William  Gallo, tradotto in Italiano sotto il titolo  "Compaesano d'America a Mattia" . Gallo Guglielmo è pure coetaneo di Giurelli Matthew: entrambi nati nel 1897 e poi vissuti in Paterson. Quei due si conoscevano? Non può dirsi con certezza, ma è molto verosimile perché bazzicavano nello stesso ambiente Italo-anarchico: cooperativa, circolo, ballo, teatro, mangiate sociali, molti libri, moltissimi giornali... e tante tante lotte.

2 commenti:

Paolo Uliana ha detto...

Complimenti, Luciano. E grazie.

Paolo Uliana ha detto...

Complimenti, Luciano!
E grazie.